Veuve Goudoulin, l’Armagnac versione haute-couture

È un outsider nel mondo dell’Armagnac.

 

 

Quando nel 2009, Michel Miclo riprende la maison Veuve Goudoulin, i suoi concorrenti si distinguono in due categorie: da un lato i produttori di Gers che tramandano le loro distillerie di padre in figlio, dall’altra i grandi gruppi di alcolici come Pernod-Ricard.

Michel Miclo, è l’erede di un distillatore alsaziano, partito per trasferirsi a Tahiti dove si appassiona all’acquavite. Vi scopre l’armagnac e si mette in testa di acquistare uno dei gioielli di Gers. Contemporaneamente, il nipote della fondatrice di Goudoulin cerca un acquirente che perpetui la tradizione familiare e mantenga una dimensione artigianale: affare fatto! “È una storia atipica per la regione”, spiega Catherine Robine-Bouteloup, che gestisce la maison Veuve Goudoulin dalla sua acquisizione. “All’inizio, Michel Miclo era soprannominato ‘il cinese’. Oggi è ‘l’alsaziano’“, scherza.

 

Anche se questo percorso si differenzia dalla norma, la produzione si iscrive nella pura tradizione dell’armagnac. Al tempo stesso commerciante e coltivatore, Veuve Goudoulin si è fatto affiancare dai servizi di un enologo mastro cantiniere venuto da un grand cru classé di Provenza per supervisionare l’acquavite, dalla vite alla bottiglia. Inoltre percorre la regione in lungo e in largo alla ricerca di nuove cantine e di stock di qualità per rimpinguare le scorte.

Rinomata per gli assemblaggi premium, l’azienda gioca la carta della haute-couture per la commercializzazione: dalla forma della bottiglia, alle menzioni sull’etichetta, passando dal colore della cera, dell’astuccio o della cassa di legno, ogni parametro è personalizzabile. “Ci sono quasi tante bottiglie quanti clienti”, si diverte a dire Catherine Robine-Bouteloup. Una forza che seduce le reti classiche, cantinieri in testa, ma anche i privati e le grandi tavole francesi e straniere.

L’esportazione ricopre d’altronde una posto sempre più importante dal 2009. Ormai rappresenta il 50% delle vendite di Veuve Goudoulin. L’azienda punta sulle sue novità, un VSOP double cask brut de fut e un XO single cask brut de fut per conquistare nuovi mercati e realizzare dal 70 all’80% delle vendite all’estero nei prossimi anni.

 

Alexandra Reveillon

16/04/2018