Trasferimento dei diritti di piantagione: il Cognac vince la causa

Ne avevamo parlato recentemente, la buona salute del cognac aveva attirato le brame di individui poco scrupolosi. Riacquistando dei diritti di piantagione nelle regioni meno fiorenti, potevano trasferirli nella regione del cognac e aumentare così il loro volume. Si è appena messo fine a questa pratica.

 

Il cognac continua ad andare bene. Nel 2017 le sue esportazioni hanno raggiunto i 3 miliardi di euro in valore e i volumi sono aumentati dell’11,5 % rispetto al 2016.

Per quanto concerne l’uva, l’anno era cominciato male con delle terribili gelate lo scorso aprile, mentre la fine dell’estate è stata migliore e il volume vendemmiato è diminuito solo del 12 %. La regione produce anche un vin de pays Charentais, del Pineau des Charentes e dei vini senza denominazione (Vin de France), ma è il successo della “filiera” dell’acquavite a suscitare interesse. La pratica degli “avvoltoi” del Cognac era diventata possibile per via di un cambio di regolamentazione messo in atto nel 2016.

Qualche decina di opportunisti avevano in effetti approfittato di una specie di “vuoto giuridico” nella regolamentazione europea per ottenere dei diritti di piantagione fino a 300 nuovi ettari di vigna utilizzando dei trasferimenti dei diritti di piantagione, ovvero comprando dei vigneti in altre regioni francesi meno ricche del Cognac e strappando queste vigne per generare dei diritti di piantagione che hanno trasferito nel Cognac. Pur non essendo illegale, questa pratica nuoce evidentemente all’immagine del cognac.

 

La parata giuridica

D’ora in avanti, spiega il signor Imbert, (Direttore dell’UGVC, il sindacato dei viticoltori di cognac), una nuova regolamentazione europea (“Omnibus”) permetterà di applicare alle acquaviti le stesse restrizioni dei vini di AOC (o AOP):

Da un lato la possibilità del trasferimento dei diritti di piantagione (estirpazione/trasferimento/ripiantagione) si farà unicamente all’interno di ciascuna “filiera”.

Dall’altro lato, per far fronte a questa richiesta, la professione aumenta l’area di produzione di vino destinato al cognac di 1.500 ettari. Queste nuove parcelle saranno ripartite equamente tra le diverse richieste in modo da controllare la crescita ed evitare uno squilibrio del mercato causato da una sovrapproduzione che potrebbe portare ad un abbassamento dei prezzi, con la conseguenza di far sparire gli operatori più piccoli.

 

Redatto da Alain Echalier

Il 25/01/2018