Quadra, il Satèn che non ti aspetti

di Roger Sesto

Lo scorso 20 settembre si è svolta presso l'azienda Quadra di Cologne (Brescia) una esclusiva verticale di Franciacorta Satèn Brut Millesimato, condotta da Mario Falcetti, agronomo ed enologo, direttore della cantina dei Ghezzi.

Una degustazione eccezionale per tre ragioni: per il numero di annate in assaggio, dalla 2012 alla 1995; per il fatto che la sboccatura non è odierna, ma risalente ai rispettivi tempi di uscita sul mercato; perché la tipologia Satèn è considerata la più delicata e meno longeva.

Falcetti è stato tra i primi a credere in questa categoria di Franciacorta, sin dai tempi (1995-2007) in cui operava in Contadi Castaldi, facendosi paladino di uno stile essenziale: pochissimo zucchero, niente liqueur d'éxpedition, limitatissimo impiego di legni di affinamento, generoso impiego di Pinot Bianco assieme allo Chardonnay, esaltazione del terroir e del millesimo (quindi niente vini di riserva). Per il direttore di Quadra “una bollicina deve avere una decisa spina acida e un grado alcolico non superiore a 12,5% vol.”.

 

I millesimi in degustazione, un viaggio dal 2012 al 1995

Queste le annate in degustazione: 2012 (anteprima); 2011 (anteprima); 2010, oggi in commercio; 2009, oltre 4 anni sui lieviti e sboccata 14 mesi fa; 2008, sboccata oltre 2 anni fa; 2007, 43 mesi sur lies e a oltre 3 anni dalla sboccatura; 2006, 3 anni sui lieviti e a 5 anni dalla sboccatura; 2005, a 6 anni e 8 mesi dal dégorgement; 2004, proposta in due versioni: una targata Quadra e l'altra – di Falcetti – targata Contadi Castaldi, entrambe con 8 g/l di zuccheri, una sosta sui lieviti di 42 mesi e a oltre 7 anni dalla sboccatura, ma diversissime per i diversi protocolli enologici adottati; 2003, prima annata prodotta da Quadra, degorgiata 9 anni fa. Le annate più vecchie sono tutte legate al periodo trascorso da Falcetti in Contadi Castaldi, e sono le seguenti: 2001, sboccata a inizio 2006; 1999, degorgiata nel febbraio 2003; 1997, sboccata nel marzo 2002; 1995 (debutto della Docg), degorgiata nel marzo 2001.

 

L'analisi: 2011, la neonata; 2009, la minimalista; 1997, la monumentale

Dalla degustazione è emerso lo stile-Falcetti, espresso nelle annate da lui prodotte in Quadra: 2012-2008, e in Contadi Castaldi: 2004-1995: essenziale; contrapposto all'approccio più barocco dei millesimi dal 2007 al 2003 di Quadra, dove l'impiego della liqueur è evidente sebbene non fastidioso, così come l'uso di legni nuovi e l'impiego di Chardonnay in purezza.

 

Fra le nuove annate, svetta la giovane 2011, dalle note di frutta tropicale, nespole, agrumi freschi e un tocco di burro, con sorso agrumato, asciutto, fresco, pulito; e la grande 2009: spezie, zenzero, pietra focaia, con palato dalla evidente spina acida, elegante, persistente, in divenire.

 

Tra le annate non di Falcetti, va segnalata l'ottima 2005, una vendemmia a 5 stelle (come lo sono state la 2011, 1997 e 1995): frutta candita, crema catalana, pasticceria, crosta di pane grigliata, polposo e grasso al sorso ma ancora di buona freschezza, con sentori di fieno e tabacco.

 

Tra i millesimi più anziani, di Falcetti/Contadi Castaldi, da segnalare il 2001 ma soprattutto il 1997, oggi monumentale, caratterizzato da sentori di idrocarburi, note di resina, sottobosco, tabacco mentolato, dotato di beva polposa, ancora fresca, potente, armonica, lunga.