Prowein 2018: leader incontestabile dei saloni vinicoli

Dopo aver percorso in lungo e in largo tutti i saloni vinicoli organizzati nel mondo intero, da Vinovision Paris, Angers (Salon des Vins de Loire), Millésime Bio, Vinisud, fino a perfino Chengdu da cui siamo tornati oggi, vi confermiamo che lo status di Prowein non si smentisce.

 

Con 6.870 espositori di 64 paesi e 30.000 visitatori professionisti annunciati, si tratta del salone più performante in termini di business (ed è quello che conta), ma anche sul piano della qualità dell’organizzazione, della posizione, dei servizi: le due parole che sono sempre sulla bocca di tutti gli espositori sono densità e qualità. Densità perché non ci si ferma quasi mai: oltre agli incontri programmati che occupano una buona parte della durata relativamente breve del salone (gli organizzatori stanno pensando di aggiungere una quarta giornata), una folla di visitatori passeggia in permanenza lungo i corridoi, costeggiando i diversi stand alla ricerca della scoperta dell’anno.

Qualità perché lo scambio avviene tra professionisti e, anche se ovviamente questo non porta sistematicamente a un contratto o a un impegno, permette sempre alle due parti di imparare qualcosa e di rafforzare le proprie convinzioni o al contrario di evolvere grazie al contatto con il proprio interlocutore.

Per i buyer europei e addirittura mondiali, è l’occasione unica di fare le proprie commissioni a Düsseldorf. Sul salone sono infatti presenti tutti i grandi paesi produttori come l’Italia (1.700 espositori), la Francia (1.550), la Germania (990), la Spagna (612) e il Portogallo (363), così come di un gran numero di produttori del Nuovo Mondo (700 espositori), in particolare degli Stati Uniti, del Sudafrica, dell’Argentina, del Cile, dell’Australia e della Nuova Zelanda…

Prowein ha fissato un obiettivo ambizioso e sarà difficilissimo spodestarlo. Appuntamento al 2019 per confermare oppure smentire questa tendenza!

 

Sylvain Patard

28/03/2018