Il Prosecco Superiore è un vero terroir

Photo credits: Villa Barberina, Nino Franco Spumanti, Valdobbiadene

Ad un’ora di macchina a nord di Venezia, passando vicino all’incantevole città di Treviso, le colline tra Conegliano e Valdobbiadene diventano improvvisamente rigogliose. Le città hanno nomi difficili da pronunciare per chi non è italiano, ma il Prosecco Superiore si riferisce anche alla denominazione Asolo, a 20 km da Valdobbiadene, da quando è stata promossa a DOCG nel 2009. Perché è possibile trovare etichette che menzionano solo “Valdobbiadene” o solo “Conegliano” oppure entrambi, ma senza citare il Prosecco Superiore? Questo è il "Made in Italy", un complesso sistema di denominazioni per chi non è un esperto connoisseur! Entrambe le città sono importanti e differenti per terroir, ed è vero che l’immagine del “Prosecco” è stata danneggiata dalla politica di alcuni produttori di pianura che oppone quantità e qualità. Il Prosecco è nato sulle colline ed è stato prodotto solo lì fino alla creazione della DOC. Conegliano ha creato la prima Scuola di Enologia in Italia, dove Carpene ha adattato il Charmat-Martinotti al Glera (la principale varietà di Prosecco tradizionalmente chiamata semplicemente Prosecco), che oggi è gestita dall’Università degli Studi di Padova. Il Valdobbiadene ha la maggiore concentrazione di produttori e include coltivazioni di prima qualità come quelle di Cartizze (Santo Stefano, Saccol e San Pietro di Barbozza sono frazioni del comune).

 

Un eccesso di zucchero uccide il terroir

La tendenza generale dello Champagne e del Cava si orienta ad utilizzare un dosaggio inferiore di zucchero, ma non per delle ragioni di peso! Grazie ad una migliore maturazione (per via dei cambiamenti climatici e delle pratiche di viticoltura) e alla tecnologia di vinificazione (vini con un palato morbido e dolce possono essere ottenuti senza l’aggiunta di zucchero). Ci potremmo quindi aspettare che il Prosecco Superiore segua questa tendenza. Tradizionalmente qui di produce l’Extra Dry (12-16g/l) e il Dry (17-30g/l) e il mercato nazionale rappresenta almeno il 50%, mantenendo un’alta domanda. Ciononostante, ci potremmo chiedere se il consumatore riesca davvero a distinguere chiaramente e se si possa forse educare ad apprezzare un Prosecco dal dosaggio più basso. In ogni caso, non vi è una regola generale perché nelle annate difficili, come il 2014, l’Extra Dry sembra un buon compromesso. Ciò che sorprende, è che il livello massimo, il Cartizze Superiore di Valdobbiadene, è solitamente Dry, con vi sono pochissimi produttori di Brut (Terre di San Venanzio, Silvano Follador, Colesel, Bisol, Villa Sandi). Stiamo parlando solo di 106ha di pendii incredibilmente ripidi che raggiungono i 400 m s.l.m., di proprietà di 350 famiglie, dove il costo dell’uva ha raggiunto una volta i 4,5 €/kg per una resa di 120q/ha, con una produzione annua di 1 milione di bottiglie.

 

Prosecco Superior uno stile di vita

Il Prosecco viene definito come un vino frizzante, facile, dagli aromi freschi di frutta, ma questo è un fatto piuttosto positivo secondo il nostro stile di vita moderno. Si abbina facilmente con pasti leggeri e per il dopolavoro, ma il Prosecco disegna anche tutta una piramide di complessità e una gamma di espressioni del terroir.

Insistiamo anche sul fatto che i metodi di pressurizzazione in serbatoio sono stati scelti dopo numerosi tentativi fatti dai produttori dell’area per evitare che gli aromi varietali venissero coperti da quelli derivanti dall’affinamento su fecce. È giusto che alcuni produttori vogliano provare il metodo tradizionale, ma la denominazione dovrebbe anche difendere la metodologia italiana come parte della loro specificità. Abbiamo anche gustato del Frizzante rifermentato in bottiglia con metodo ancestrale detto “col fondo”, ovvero con il sedimento.

 

Da Conegliano a Valdobbiadene: 43 frazioni distinte come "Rive"

43 potrebbero essere troppe, ma il mercato selezionerà le frazioni ad est che si distingueranno. Per una superficie totale di 20.000 ha passiamo dai terreni estremamente poveri terreni di Cartizze ai suoli ben drenati di puddinga, dalla marna densa ricca di composti metallici alla roccia di sabbia e ai suoli argillosi più ricchi verso Conegliano, ma davvero diversi in ogni punto del territorio. Ma la diversità non riguarda solo la tipologia di terreno, ma anche esposizione al sole, precipitazioni, ventosità, grado di pendenza. Se generalizziamo possiamo dire che i vitigni del Valdobbiadene esprimono aromi precisi di frutti e fiori bianchi, con un finale minerale salato, mentre Conegliano offre vini più strutturati, dal gusto più esuberante.

Quest’anno le nostre Rive preferite sono state: Col San Martino, San Pietro di Barbozza, Colbertaldo, Ogliano, Solighetto e Guia.

 

Per ulteriori informazioni sulla cultura e sul territorio del Prosecco Superiore, non perdetevi l’International Tour:

Aprile NEW YORK: Ristorante "A Voce", Columbus Center, Manhattan, degustazione guidata da Alan Tardi

14-17 Maggio: VINO IN VILLA FESTIVAL sulle colline di Conegliano Valdobbiadene, Treviso, Veneto, Italia

Fine maggio CANADA

Metà giugno VINEXPO BORDEAUX, Bordeaux, FRANCIA

Novembre PROWEIN CHINA, Shanghai