Perché i francesi dovrebbero bere i vini effervescenti di #Franciacorta?

Per un’#amante di vini italiani come me, che vive a Parigi e consuma ovviamente vini francesi, spagnoli, catalani, portoghesi e cileni tutte le settimane, è già complicato trovare del Ferrari Perlé Trento DOC (30 € nel 15° arrondissement di Parigi) o del Letrari Zero Trento DOC (48 € da Rap Paris nel 10° arrondissement), ma è ancora più difficile trovare i vini effervescenti di Franciacorta! Anche se Casa Paladin lavora con un importatore francese, si può trovare del Prosecco Bosco del Merlo, ma non l’eccellente Franciacorta Cru Perdu o Satèn o Dosage Zero… Perché?!

 

Eh beh, innanzitutto perché i francesi preferiscono bere vini francesi. È normale: non mi piace il sauvignon blanc, ma adoro il Sancerre. Non mi piace il merlot, ma adoro il Pomerol. Non è così?

 

La cosa particolare, è che perfino gli importatori innamorati di Franciacorta non riescono a difendere questo vino caro, elaborato secondo il metodo tradizionale. Ma è caro? Oppure ha un prezzo giusto? Vedremo.

 

Non entrerò nel merito dei pregiudizi classici come:

  • Il Franciacorta, è un vero terroir? (vedi l’edizione autunnale della nostra rivista accessibile liberamente sul nostro sito)
  • È un pretesto per far sì che i ricchi industriali bresciani investano nella terra?
  • È appannaggio esclusivo dei milanesi all’ora dell’aperitivo?
  • La regione della Lombardia dovrebbe ottenere l’autonomia? Meglio dimenticare la politica oggigiorno…
  • È oggetto di un battage mediatico che fa aumentare i prezzi?

 

 

Concentriamoci piuttosto sui fatti:

Se lo Sherry (in spagnolo Jerez) rappresenta il più grande contributo della Spagna al mondo del vino, allora si può affermare lo stesso del SATEN di Franciacorta nell’universo delle bollicine.

 

Il SATEN non è unicamente un Blanc de Blancs (chardonnay, pinot blanc), ma un vino il cui tenore di anidride carbonica si limita a 4,5 bar rispetto ai 6 bar massimi ammessi secondo i protocolli tecnici dei vini effervescenti. Ciò si traduce con una dolcezza in bocca, ovvero un vino cremoso, non troppo ricco, ossia il compagno ideale per tutto il pasto! Per definizione è Brut, ma sappiamo che il ventaglio dei Brut in termini di zucchero è ampio quindi suggerirei l’Extra Brut contenente 6g/l. Consiglio il Quadra e il Biondelli Satèn selezionati durante le degustazioni di Gilbert & Gaillard per la guida online.

 

La dolcezza in bocca caratterizza anche il Prosecco sur Lie, la cui classificazione “frizzante” riduce ulteriormente la pressione di anidride carbonica (2,5-3 bar?), ma con meno raffinatezza e a contatto con il fondo, dato che il vino non è filtrato.

 

Affinamento lungo sur lie o affinamento sur lattes

Non si tratta qui del terribile Cava con i suoi nove mesi di affinamento… Una nuova tipologia è appena stata definita: il Franciacorta RISERVA con almeno 60 mesi di maturazione! Il Non Dosé “classico”, il Brut, l’Extra Brut, il Satèn e il rosé non possono essere messi sul mercato se non 25 mesi dopo la vendemmia. Per il Millesimato (in cui l’annata è precisata sulla bottiglia), bisogna aspettare 37 mesi dalla raccolta e per il Riserva, 67 mesi (che significa 60 mesi almeno di passaggio sur lies). Capirete allora che il Franciacorta non è caro, dato che il tempo è denaro! Gli stessi proprietari di cantine devono essere ricchi per poter elaborare questo tipo di vino, poiché, conservare dei tesori in cantina così a lungo, costa molto caro!

 

 

La regione viticola della Lombardia: di lago in lago

Quale migliore pretesto per visitare il lago d’Iseo nella provincia di Brescia e degustare dei pesci di lago e delle specialità culinarie rispetto ad andare nella regione del Franciacorta dove vengono elaborati gli omonimi vini? E per di più, quale posto è migliore di questo per iniziare un viaggio tra i laghi glaciali delle Alpi italiani, vedere il violino Stradivarius a Cremona e scoprire Bergamo con il suo profumo svizzero e la Valcalepio? Soprattutto è il luogo ideale per lanciarsi alla scoperta della regione vitivinicola della Lombardia, con il Moscato di Scanzo (BG), l’Oltrepo Pavese Pinot Noir (PV) con i suoi formaggi, la Valtellina (SO) e i sorprendenti vigneti di nebbiolo. Andando verso est, in direzione del Veneto, il Lago di Garda con il Lugana bianco e il rosé di Valtènesi (ovvero Costa Ripa) serbano molti piaceri per il periodo estivo o per le giornate soleggiate di tutto l’anno!

 

Il 50° compleanno della DOCG

Eh sì, quest’anno si festeggia la creazione della denominazione d’origine, nel 1967, seguita nel 1995 dalla DOCG, culmine della piramide qualitativa italiana. Il Franciacorta è stato il primo vino effervescente italiano a ricevere un tale riconoscimento. Le prime bottiglie etichettate come DOCG sono state commercializzate nel 1997, se avete seguito le mie spiegazioni sul passaggio sur lies!

 

Seguite l’attualità degli eventi su Franciacorta.net

 

Il regalo che faccio ai produttori di Franciacorta, è di continuare ad assaporare i loro vini e a scrivere su di loro!