Parliamo di metodologia di degustazione!

Queste ultime tre settimane sono state particolarmente impegnative tra Francia e Italia, fra degustazioni, giurie e corsi di degustazione per me e per i miei “alunni”. Una constatazione: è duro per l’uomo della strada scegliere una bottiglia di vino che non sia un brand commerciale in vista. I club, le metodologie, gli approcci da esperti, i sommelier, sono tanti e la confusione importante. Meglio chiedere al tuo collega o amico che vino apprezza per orientarsi dall’enotecaro!

Di fatto, gli strumenti per farsi un’idea del vino che vorresti avere in casa, in questo momento sono troppi e molto didattici e freddi. L’analisi sistematica e quasi scientifica del vino ti mette sicuramente in ansia e ti allontana dalla scoperta della sua diversità e bellezza, soprattutto per una scelta rapida e giusta. Il colore del vino, la diatriba tra vino bianco e vino rosso ci riunisce fra cugini francesi e italiani. Storie di famiglie, abitudine e scelte molto spesso calibrate in funzione dello stile della cucina elaborata dal “cuoco di casa”. Il prezzo, un altro elemento importante. Il resto? Aromi, gusti? ...magari quello abituale delle tua zona. Altre avventure?

In tutte le metodologie - anglosassone, francese e italiana - che ho avuto l’opportunità di approcciare non ne vedo una che ti possa soddisfare o addirittura invogliare a esplorare meglio questo mondo, almeno che tu non sia già un appassionato con il tuo percorso personale. Conoscere il vino vuol dire anche trasmettere la cultura e la tradizioni che veicola, alle generazione future, nostri figli. Bisogna a preservare, conoscendola, una cultura che il nuovo mondo “del vino” ci invidia. E vero che se ne parla tanto, di vino, ed anche in modo approssimativo … ci sta pure. Sarebbe però meglio che sia il consumatore che ne parla bene o male e non esclusivamente un guru qualsiasi, basandosi su metodologie e approcci, riservati ai soli specialisti.

ogni vino è il risultato del lavoro e della passione di un produttore e merita di essere assaggiato, commentato … anche con il nostro linguaggio personale.

Credo che il vino sia un dono che rappresenta un momento. Il vino è un momento e in questa veste deve essere descritto, memorizzato come tale. Come meglio capirlo? Credo che gli esperti dovrebbero migliorare queste metodologie andando all’incontro delle persone che desiderano interessarsi al vino. Migliorie e progressi sono da fare, girandosi non verso il mondo chiuso e tecnico degli esperti ma aprendosi al mondo esterno, al pubblico che, per tradizione, almeno nei nostri paesi abbinano il vino con il cibo ancora oggi … per fortuna!

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