i

Montefalco Sagrantino DOCG: un bicchiere di Sagrantino al giorno, leva il medico di torno!

Photo credits: Pier Paolo Metelli. Raccolta manuale dell’uva di Sagrantino presso l’azienda agricola, cantina e frantoio Montioni.

 

Oggigiorno le proprietà del vino per la salute sollevano un grande interesse. Se in passato era usato per purificare l’acqua, ora il vino è sempre più bandito per via del suo contenuto alcolico. Tuttavia, i suoi antiossidanti offrono dei benefici antietà per vista, stress ossidativo e cancro.

di Isabel Ferran

 

Alla fine di febbraio, Anteprima Sagrantino 2011 è stato un evento interessante che ha ospitato scrittori di vino ed importatori nella città di Montefalco con delle degustazioni alla cieca oppure con il produttore. Nel corso di alcune visite e cene si è approfondita la conoscenza di questo vitigno speciale e dell’Umbria. Tra gli eventi vi è stata anche la presentazione di Riccardo Cotarella in cui si è confrontata l’annata del 2014 a quella del 2011 e si è esposta la ricerca sul profilo polifenolico unico del Sagrantino.

 

In effetti, il Sagrantino è prodotto tradizionalmente come un vino dolce per equilibrare l’astringenza dei suoi tannini. Antonelli San Marco, una delle cantine storiche di Montefalco, è il produttore del vino da noi preferito, il Sagrantino Passito, 2009: un’esplosione di frutta matura, dolcezza, controbilanciata da freschezza e con un finale lungo che si abbina perfettamente al cioccolato fondente o a una torta di frutta. Presso l’azienda agraria biologica Moretti Omero, abbiamo invece avuto l’opportunità di assaggiare il Monteflaco Sagrantino Vignalunga 2006, il risultato di uno studio su lieviti endogeni svolto in collaborazione con dei ricercatori universitari.

 

Il centro di ricerca trentino, l’Edmund Mach Foundation, ha presentato dei risultati interessanti ottenuti dal confronto del Sagrantino con molte altre varietà note per la loro ricchezza polifenolica (Sangiovese, Nebbiolo, Pinot Noir, Tannat, ecc.). I polifenoli includono sia i tannini (responsabili della struttura e dell’astringenza), sia gli antociani (pigmenti dell’uva). Il Sagrantino ha dimostrato di avere il più alto contenuto di polifenoli (raggiungendo i 4g/L), tra cui anche polifenoli facilmente estraibili, che potevano variare a seconda dell’annata. Dato il suo profilo molecolare speciale, il Sagrantino è adatto alla produzione di vini raffinati, il che non sarebbe possibile per il Sangiovese se il suo profilo molecolare avesse gli stessi valori! Il 60% dei polifenoli rilevati nel Sagrantino non sono presenti in altri vitigni, conferendo quindi a quest’uva speciale un’impronta unica che potrebbe essere utile a proteggerne l’origine e la purezza. Inoltre, nell’uva del Sagrantino, i tannini sono maggiormente concentrati nelle bucce rispetto ai semi, facilitando la loro estrazione per immersione.

 

Il periodo autunnale ed invernale sono ideali per gustare il Montefalco Sagrantino, mentre il Montefalco Rosso è un vino più accessibile; anche quando assemblato con il Sangiovese, il tocco del Sagrantino è ancora percepibile. Scopri le nostre votazioni sulla Gilbert & Gaillard Wine Guide.

 

Il progetto ‘New Green Revolution’ di sostenibilità ambientale presentata da alcuni grandi produttori di Montefalco, aggiunge ancora maggior valore al contributo del Sagrantino alla salute!