Il vino insegnato a scuola per contrastare l’abuso di alcool?

Lo scorso 24 marzo, Dario Stefano, senatore italiano ed ex-avversario di Berlusconi, ha depositato un progetto di legge che rende obbligatorio l’apprendimento della “storia e civiltà del vino” alla scuola elementare (a partire dai 6 anni) e alle medie.

 

Contrastare gli eccessi

 

Anche se durante la conferenza stampa il senatore, spalleggiato da Paolo Castelletti (segretario generale dell’Unione Italiana Vini), ha chiaramente annunciato lo scopo di trasformare gli italiani in ambasciatori della loro cultura vitivinicola nel mondo, questo non è l’obiettivo più importante. Egli rimpiange infatti il tempo in cui i ragazzini di 15 anni (proprio così!) bevevano alcool a casa e deplora il fatto che oggigiorno si ubriacano una volta a settimana e che l’età delle prime bevute è scesa a 12-13 anni.

 

Consumo responsabile

 

Dario Stefano afferma che “bere non deve essere una gratificazione fisica, ma culturale”. L’insegnamento a tutti della storia e civiltà del vino dovrebbe permetterci di raggiungerla. La sua idea è di istituirla come materia a parte, spendendo inizialmente 12 milioni di euro per la formazione degli insegnanti.

 

Il progetto è lungi dall’essere adottato: è piuttosto un appello a modificare i programmi del Ministero dell’istruzione. Ciononostante Dario Stefano, che ha già operato a difesa del vino, in particolare nella regione Puglia, chiede di realizzare dei progetti piloti in 2 o 3 regioni a partire dall’anno prossimo.

 

E la Francia?

 

Il senatore italiano giustifica il suo progetto sostenendo che in Francia “si fa da 30 anni”, ma si fatica a trovare dove. Certo, alcuni come il sindacato contadino francese Coordination Rurale, militano in questo senso, ma lo spirito delle leggi Evin blocca questo tipo di iniziative. La Francia dovrebbe ispirarsi a questa iniziativa italiana?