La Vitovska del Carso, gli aromi primari e la magnolia matura

Vitigno autoctono coltivato fra il Carso ed il capo d’Istria, la Vitovska ci invita naturalmente a cedere alla tentazione di un secondo sorso dissetante, minerale e fresco. Più che salino il palato rimane sapido e fresco. Di fatto, il frutto c’è e come, in tutta la sua eleganza e persistenza sottile. E’ fresco e croccante come una mandorla fresca appena sbucciata e si funge con un piacevole sapore di pietra bagnata (vicino alla pietra focaia e gli idrocarburi nella sua evoluzione). I suoi aromi sono molto particolare e ben diverso della declinazione solita degli aromi floreali dei vini bianchi. Alla maniera di un vino bianco della Touraine notevole per i suoi sentori di fiore d’acaccia, la Vitovska evoca un fiore nella sua piena maturità e mi sembra più vicino allo stile del Harslevelu ungherese utilizzato nel produzione di Tokaj e riconoscibile tramite i suoi aromi di tiglio.

La Vitovska evoca il fiore bianco fresco del mattino come il Gelsomino per opposizione a quello serale più intenso e potente che si ritrova nei vecchi vini rossi. Gli aromi sono molto vicino al fiore d’arancio e cosi lontani dalla violetta e dalla rosa. E’ difficile trovare nell’elenco dei sentori floreali, l’impressione percepita durante la sua degustazione. Non sa sicuramente di ginestra. E un fiore che è ben troppo complesso per caratterizzare il naso di una Vitovska. Peraltro, la ginestra viene spesso utilizzata per ri-creare degli aromi di fico e prugna secca e rientra nella classe dei frutti secchi, del cuoio e delle spezie. Saranno quindi gli aromi sottili del caprifoglio cosi ricercato dai “parfumeurs” per la complessità degli odori che ricorda fra il fiore d’arancio, il bergamotto, la violetta e il tiglio, la rosa e il gelsomino? L’espressione floreale della Vitovska somiglia tantissimo invece al fiore bianco maturo della Magnolia, delicato al mattino e potente alla sera (e cosi piacevole da annusare dopo una pioggia d’estate). Le sue espressioni sono vicine al miele e al fiore del sambuco e si dissociano in questo senso al quasi troppo delicato e timido gelsomino del mattino più centrato sul frutto maturo nella sua evoluzione.

Vino dissetante e piacevole da bere dopo un invecchiamento minimo di due anni in cantina, la Vitovka è un vino estivo da bere fresco in terrazza con degli amici. Consiglio vivamente per questa avventura olfattiva originale la degustazione di due Vitovska: la Vitovska 2008 di Castello di Rubbia, concentrata, sapida e pepata (se non è per dire fenolica e quasi tannica) e la versione vibrante della Vitovska di Parovel 2010 che ricorda i litchi e la pietra nella sua grande freschezza e sapidità.

 

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