In Sicilia con Principi di Butera

Ed è anche in Sicilia, questa terra mediterranea generosa e solare che non può mancare l'eccellenze vinicola veicolata attraverso tutto il mondo con il tipico e genuino Nero d'Avola. Qui la regola del vino da taglio proveniente dal sud per dare più corpo e bevibilità ai vini del nord non è più di attualità. Esiste un territorio ossia dei territori con una grande varietà di vitigni autoctoni in qui il Nero d'Avola regala delle espressioni molto diverse e uniche.

Fu una grande idea, innovativa e eccellente, quella della famiglia di Zonin di chiamare uno specialista internazionale e francese, il Prof. Dubourdieu per poter capire insieme non l'idea di replicare uno stile francese in Italia e poi in Sicilia ma quella di interpretare un terroir. La profonda conoscenza delle caratteristiche varietali del vitigno Sauvignon blanc e degli uvaggi bordolesi del Professor Dubourdieu, hanno permesso di scegliere, tra tutti i vigneti della Famiglia Zonin, quelli più adatti per realizzare questo obiettivo. La potenzialità del territorio, quindi, la scelta dei migliori cru e dei cloni, gli studi volti al miglioramento delle tecniche di coltivazione in vigna e dei processi di macerazione e d’affinamento delle uve e dei vini, il rispetto della cultura storico-paesaggistica sono tutti fattori che fanno parte di questa straordinaria ed affascinante esperienza, che ha portato alla realizzazione di due vere eccellenze: Aquilis e Rocca di Montemassi.

Principi di Butera, proprietà di Casa vinicola Zonin, in cui sono stata invitata, questi due giorni per una degustazione-seminario assieme al Professore Dubourdieu è stata ricca di insegnamenti. Concentrandosi sul vino "testimonial" della tenuta, il Deliella Nero d'Avola 100%, ho potuto notare lo stile ricercato e anche le scelte fatte da Dubourdieu assieme a Stefano Ferrante, capo enologo di tutte le tenute della famiglia Zonin. Deliella è un vino che al naso esprime naturalmente una grande tipicità e potrebbe associarsi ad un vino di "autunno" rispetto agli altri vini presentati caratterizzati dal Professore come vini d'estate cioè più nordici, essanziali ed in qualche modo meno "espansivo".

Per Dubourdieu, il Deliella alla maniera dei grandi vini è un vino "confortevole". Il suo dovere è di fornire del piacere e si identifica ad un momento, un luogo: "quel momento in cui ti siedi in una poltrona, sei ben dritto e confortevole ma non sdraiato!". Il Nero d'Avola secondo lui porta questo aspetto confortevole. E' una uva di maturazione tardiva ed è raccolto in autunno. Per altro, qui si pratica l'irrigazione ma non per forza di sicurezza. Viene controllata e errogata anche in inverno per concedere alla pianta di conservare un certo equilibrio il vigore e il carico in uva.

In questo modo, il Nero d'Avola è messo in condizione di sviluppare una maggiore complessità e di sviluppare quello che Dubourdieu chiama il "bouquet di riduzione". Deliella Nero d'Avola 2011 ci ha rivelata una grande tipicità caratteristica del territorio di Riesi (dove si crescono le vigne di Principi di Butera), con una tramma aromatica intensa e già orientata sulle spezie dolci. Uno bocca piena, strutturata e ben integrata senza lo stile (spesso attribuito) del tostato ossia del pistacchio brucciato. La bocca è pulita e di una grande eleganza con dei sapori fruttati delicatamente avvolti nella liquirizia. Il millesimato 2012 (non ancora allo stato di neonato!) ha dimostrato già una grande bevibilità e un naso molto interessante di frutta nera e menta.

Un vino che rifletta la filosofia di Stefano Ferrante: la forza, la personalità e la bevibilità. Nel numero estate della rivista un articolo verrà dedicato alle espressioni territoriali del Nero d'Avola e confrontati con l'eccellente Deliella! 

 

Image Header by Almost Witty on Flickr.com - CC BY-NC-SA 2.0