Dubourdieu, Rocca di Montemassi e il Petit Verdot

Dire che il Petit Verdot è chic è una parola grossa. Però ... Originario dalla regione di Bordeaux e coltivato dal 700' sui terreni alluvionali della "palude" lungo le rive della Gironde, le Petit Verdot è un uva di grande struttura che sta vivendo una sorta di rinascimento sopratutto fuori Francia ed, per esempio, in Maremma o ancora nella Hunter Valley in Australia. E' spesso considerato nel Médoc come un uva pungente e speziata di cui il destino è il taglio. Necessita di una maturità completa che è (peraltro) naturalmente tardiva per raggiungere una qualità di alta fascia. Solo nella zona di Listrac, viene raccolta prima del Cabernet Sauvignon. Diverse tenute a Margaux (per es. Chateau Lagrande e Chateau Léoville-Poyferré) coltivano del Petit Verdot, ma negli anni difficile viene scartato dai "Grand Vin". Viene apprezzato per il suo colore, la sua finezza, struttura oltre ai suoi sapori intensi di liquirizia e spezie e viene idealmente assemblato con il Cabernet Sauvignon.

In compagnia del Prof. Dubourdieu, consulente di eccellenza da anni di Casa Zonin in Italia, ho potuto assaggiare il Rocca di Montemassi rosso IGT 2011 e 2012 in cui lo ritroviamo per la metà dell'assemblaggio assieme al Cabernet Sauvignon. Cioè un assemblaggio molto diverso dei classici bordolesi che lo utilizzano di solito per un massimo di 10% dell'assemblaggio. Dubourdieu ci spiega che in realtà a Bordeaux il Petit Verdot è poco conosciuto ed è considerato come un uva che non matura mai a causa dei problemi di "coulure" spesso riscontratti. E un uva che teme peraltro la siccità e gradisce un clima caldo e un terreno ben irrigato. In Maremma, la vendemmia si fa negli ultimi giorni di settembre quando il clima è più fresco ed è ideale per garantire la fragranza del Petit Verdot. La sua evoluzione in bottiglia rimane comunque poco conosciuta rispetto al Merlot e al Cabernet Sauvignon. L'esperienza Maremma ci permetterà sicuramente negli anni futuri di capirlo meglio. Parole di Dubourdieu! 

Che dire della degustazione? 2011: un insieme molto intenso guidato da un frutto rosso in confettura e liquirizia. La bocca è ben definita. Difficile valutare il 2012 sul solo "coeur d'assemblaggio" ma già gli elementi della tipicità ci sono.