Delle reti antigrandine

La grandine è una delle calamità peggiori per la vigna. Un solo episodio forte può, in qualche istante, azzerare un anno intero di lavoro meticoloso da parte del viticoltore. Per pallierridurre ? Il rischio che è in aumento, entrano nell'arsenale delle misure le reti.

 

Pioggia di chicchi di grandine al Château Paloumey

Nell'Alto-Médoc, il 15 luglio si annunciava difficile, ma la portata del fenomeno ha sorpreso Pascal Lamarque, il Direttore tecnico del Château. Foglie e grappoli lacerati, la vigna è stata colpita dal 60 all'80% dei suoi 24 ettari ci dice. Nei 24 anni in cui lavora qui, Pascal non aveva mai visto nulla di simile.

L’episodio di grandine precedente (il 26 maggio) li aveva risparmiati, ma era passata a solo 300 m da loro. Più i danni sono tardivi (vicino alla vendemmia) e più porteranno a delle conseguenze sulla qualità e quantità dell'uva raccolta. Pertanto le poche settimane che restano forse basteranno alla vigna di Paloumey per riprendersi. Fortunatamente le piante hanno già tra i 25 e i 30 anni e non hanno fatto una vendemmia in verde (una pratica che consiste nell'eliminare qualche grappolo di uva giovane affinché la vigna concentri la sua energia per quelli restanti). Si può quindi sperare che la vigna sviluppi un po' di più i grappoli rimasti, ma la mancanza d'acqua che si fa sentire davvero non aiuta!

Al Château Paloumey, la vendemmia è assicurata contro la grandine (ma non contro il gelo). Una scelta costosa, ma che si rivelerà probabilmente giudiziosa per il 2018.

 

Le reti diventano possibili

Utilizzate da lungo tempo per la produzione di frutta, le reti di protezione erano finora vietati per i vini francesi di qualità (le denominazioni). Non modificano troppo l'irraggiamento dei grappoli? Permettono all'aria di circolare sufficientemente? (spesso questo è necessario per lo stato di salute dell'uva). Sono accettabili visivamente nelle vigne in cui l'enoturismo è in piena crescita? Per farla breve, non modificano il territorio? No, ha risposto in giugno l’INAO. La risposta si basava su 3 anni di test effettuati essenzialmente in Borgogna (Chablisien). Questa regione che ha molto sofferto di grandine in questi ultimi anni, richiede infatti con forza delle soluzioni.

Spetta ora a ciascuna denominazione avvallare questa decisione affinché il viticoltore possa installare le reti. L'autorizzazione riguarda le protezioni installate lungo il perimetro delle vigne e non al di sopra. Permettono ciononostante di lavorare abbastanza la vigna (potatura delle foglie, trattamenti, lavorazione del terreno...), ma hanno un certo costo.

Pascal Lamarque ne installerà al Château Paloumey? “È possibile, ne discuteremo con il proprietario del Château” ci dice.

 

Redatto da Alain Echalier

Il 12/08/18