Del Cesio-137 nei vini californiani! L’ombra di Fukushima incombe

Michel Pravikoff, del Centro di Studi Nucleari di Bordeaux-Gradignan, si è recentemente imbattuto in qualche bottiglia di rosso (cabernet) e di rosé (grenache) californiano che vanno dal 2009 al 2012.

 

La sua curiosità lo ha quindi spinto a sottoporli a dei testi di misurazione della radioattività. Questi vini infatti precedono o seguono la data dell'11 marzo 2011, quando uno tsunami ha generato l'incidente nucleare di Fukushima. Anche se sono state prese molte misure (le più allarmanti riguardavano dei tonni che avevano probabilmente nuotato in Giappone) il carattere radioattivo di un vino non era ancora stato oggetto di studio in America.

In Francia, una ventina di anni fa, il lavoro di Philippe Hubert, aveva dimostrato la presenza di Cesio-137 nei vini di Bordeaux, dovuto a dei test nucleari atmosferici che avevano avuto luogo tra il 1945 e il 1975, senza dimenticare Tchernobyl (1986).

Questo isotopo, presente in quantità non pericolosa per la salute, ma sufficiente ad essere rilevata, ha perfino permesso di mettere a punto delle tecniche per limitare la contraffazione. Infatti, la radioattività decresce in modo prevedibile e quindi misurandola e comparandola a un campione, si può verificare se il vino indicato è autentico. Ovviamente, la datazione può riguardare solo i vini posteriori al 1945. Oppure all'opposto, per dimostrare che un vino non è anteriore al 1945 se contiene della radioattività.

Per i vini californiani la radioattività era troppo bassa per effettuare la misurazione senza stappare delle bottiglie. Il vino è stato dapprima ridotto in cenere per poter essere misurato. Anche in questo caso, si constata chiaramente un aumento della radioattività in seguito all'incidente della centrale di Fukushima, nonostante gli 8.000 km che la separano dalla California.

Senza sorpresa, il vino rosso, che ha subito una macerazione pellicolare più lunga, contiene più radioattività del rosé.

 

Redatto da Alain Echalier

Il 1/08/2018