Claudia Bondi, una vera ambasciatrice del vino, non solo del Champagne !

di Isabel Ferran

Ambasciatrice del Champagne in Italia, Master Nebbiolo, Master Sangiovese, proprietaria dell’agenzia comunicazione Perle & Perlage, è stato un vero piacere intervistare Claudia Bondi, come pr dell’azienda franciacortina Biondelli, specialmente con una vera esperta e amante dello Champagne.

 

Un percorso multi settoriale

Dopo una formazione classica ed economica, Claudia entra nel mondo della moda lavorando per Roberto Cavalli. Di questa esperienza segnala l’importanza dell’organizzazione e dell’effettività visto le tempistiche e il ritmo pazzesco di questo settore. In commune con il mondo del vino, Lei evidenzia il patrimonio dell’artigianato (savoir faire italiano per i tessuti), le storie di famiglie e di imprenditori dietro i marchi, i valori intorno al prodotto finale come l’espressione viva di un popolo.

 

Il vino, un elemento naturale nella sua vita

Nata nella campagna toscana, vicino a Gaiole nel Chianti Classico, l’approccio al vino sin da piccola è stato come un altro alimento nei pranzi di famiglia e anche un amore per il paesaggio viticolo. Sottolinea anche che il fatto che la Toscana sia un referente come regione viticola si era reso conto della quantità di visite di stranieri nella sua terra.

 

La decisione di formarsi

Con l’idea di diventare una ambasciatrice dei piacere della vita che ama, e nel momento della sparizione della polarizzazione tra vini di lusso e vini quotidiani, per lasciare crescere la presenza di vini di qualità media all’approccio degli appassionati, decide eseguire i corsi di sommelier. Nella ricerca però di approfondire le conoscenze dopo la formazione di base, decise sfidarsi nei Concorsi Nazionali, diventando Master del Nebbiolo nel 2011 e Master Sangiovese nel 2012. Lo Champagne rappresenta per Lei il vino iconico che racchiude idee di gioia, festa, arte (cinema, letteratura, pubblicità) e amore, si alza con il titolo di Ambassadeur du Champagne pour l’Italie.

 

Perle & Perlage, comunicando sulle perle della vita

A proposito della sua agenzia di comunicazione, dedicata alla promozione di moda, gioielli, profumi e vini, cerchiamo a capire da dove venga il nome. Per sorpresa, Perlage non è nato riferito alle sue amate bollicine ma per le cose frizzanti della vita, e Perle, per le tante cose belle della vita che ci possiamo offrire nei momenti speciali, pensando nelle gioie ha scelto la perla come unica di origine organico, e dunque elemento vivo come il vino.

 

Parliamo di Champagne...o meglio Degli Champagne

4500 maisons e produttori ma soltanto 200 etichette che si possano ritrovare in Italia, per questo Lei viene spesso in Francia. Diversi terroir: la montagne de Reims, la Vallée de la Marne, la Côte des blancs, Sézanne, la Côte de Bar… Dunque non si può simplificare con il gesso puro e profondo, ma rimane questo l’elemento unico che non si trova in nessuna altra regione viticola con questa natura di suolo: la concentrazione unica di fossili, che apporta una mineralità fortemente riconoscibile.

Sicuramente i piccoli vignaioli locali esprimono meglio le differenze nei suoi vini, non essendo vocati a un consumatore globale e per quello Lei insiste nel venire scoprire la Champagne in situ.

 

Il Champagne, il vino che meglio rappresenta il concetto di terroir

Magari siete in totale disaccordo, ma andiamo alle radici. L’importante contribuzione del monaco Dom Perignon, grande coltivatore e osservatore, non è stata l’spumantizzazione che è un fenomeno naturale, ma l’arte dell’assemblaggio. Lui si è reso conto che la Champagne non era fatta per dare vita a vini fermi e dunque, è andato incontro a quella che la natura offriva a questa regione, i vini basi ideali per spumanti di lunga vita.  E cosi, ha fatto nascere un prodotto che ha fatto la ricchezza della regione.

Così se pensiamo, che il terroir, a differenza del territorio che si riferisce al suolo, clima e altri elementi fisici, include le persone, le scelte dei viticoltori e dei chef de cave, i segreti guardati e trasmessi oralmente all’interno della lunga tradizione di certe maisons, l’innovazione da parte dei coraggiosi (qui tante donne di forte personalità) per arrivare fino a uno dei disciplinari più dettagliati per i diversi processi sia in vigneto che in cantina. Lasciando però ancora spazio allo stile delle maisons e all’espressione delle diverse zone, una diversità che viene incrementata grazie ai vini di riserva, che è nata come soluzione per salvare le annate cattive.

 

Champagne, in primis...

Ma sicuramente, quello che fa che la Champagne sia il referente nel mondo degli spumanti al mondo, è il tempo che è difficile da ricuperare...nel 1911 era già stabilito il prezzo da pagare per l’uva in funzione del comune, nel 1927 vengono definiti quattro zone di produzione diverse...tanti secoli di esperienza e segreti, rendono più difficile la concorrenza per le altre bollicine. Bisogna comunque che non si addormenti la Champagne, riconoscendo grandi produttori di spumanti in Italia: Franciacorta e TrentoDOC come grande zone per il metodo classico.

A questo punto, vorrei ringraziare Claudia Bondi di avere condiviso le sue conoscenze ed esperienze con noi, e aspettiamo con ansia di andare in giro in Champagne con la migliore guida prossimamente!