Château Sainte-Eulalie, un sogno divenuto realtà

 

1985. Al tempo studenti di enologia a Tolosa, Isabelle e Laurent Coustal visitano con uno dei loro professori una tenuta del Minervois, a qualche decina di chilometri da Carcassonne.

 

Situato sui pendii della Montagne Noire, il Château Sainte-Eulalie gode di un terroir riconosciuto come uno dei migliori della regione. Il colpo di fulmine è immediato. Dieci anni e tre bambini più tardi, la coppia si interroga sul proprio avvenire professionale.

 

 

 

 

Tutti e due enologhi che si occupano di commercio nella regione di Bordeaux, cominciano a provare una certa frustrazione. “Diamo dei consigli, ma non si va fino in fondo al prodotto”, analizza Isabelle Coustal. Mossi dalla voglia di produrre il loro proprio vino, si mettono in cerca di un vigneto nelle Corbières o nel Minervois.

Per caso o con un aiutino del destino, il Château Sainte-Eulalie cerca un nuovo proprietario. Cosa importano gli edifici decrepiti e il materiale vetusto. “Abbiamo comprato il terroir, è insostituibile”, spiega l’enologa diventata viticoltrice.

 

 

Ventidue anni dopo, i Coustal gestiscono trentotto ettari di vigne coltivate nel rispetto della biodiversità, ciò che ha fruttato al vigneto la certificazione di Haute Valeur Environnementale. Grenache, syrah e carignan permettono in particolare di elaborare quattro vini rossi, suddivisi tra l'AOC Minervois e l'AOC Minervois La Livinière. Fiore all’occhiello dell’azienda, la cuvée Cantilène (90/100) rappresenta circa 60.000 bottiglie, ovvero circa un terzo della produzione del Château Sainte-Eulalie. Più confidenziale, la cuvée Grand Vin (92/100) viene elaborata con le vigne più antiche della tenuta. Imbottigliata la primavera successiva alla vendemmia, viene in seguito affinata in bottiglia per un anno e mezzo prima di essere commercializzata.

In totale, il 75% delle 220.000 bottiglie prodotte presso la tenuta ogni anno vengono vendute all’estero, dagli Stati Uniti alla Cina, passando dal Canada, il Brasile e l’Europa settentrionale. La vendita diretta ai privati rappresenta invece il 10% del volume.

 

Redatto da  Alexandra Reveillon

il 19/01/2018