100 anni di Livio Felluga

Credits immagine: Luigi Vitale

Livio Felluga, 100 anni

Il 1° settembre, Livio Felluga, patriarca dell’enologia friulana ha compiuto 100 anni. Per celebrare questa occasione unica l’azienda ha organizzato diversi eventi:

Vigne Museum  Presentazione del progetto artistico/architettonico di Yona Friedman & Jean-Baptiste Decavèle. L’opera permanente è un omaggio alla tradizione e alla cultura di un mestiere antico che ha caratterizzato il territorio e lo ha reso famoso a livello mondiale.

100, un vino di edizione limitata creato e dedicato a Livia Felluga ed al suo percorso. E’ un Rosazzo DOCG 2013 prodotto in 400 magnum numerate per celebrare il centenario di Livio Felluga. 100 è ottenuto per la maggior parte da (Tocai) Friulano con Sauvignon e Pinot bianco. Un piccolo apporto di Malvasia istriana ne completa la composizione. È stato vinificato in botti di rovere dove ha completato la sua elevazione. L’imbottigliamento è avvenuto il 30 luglio 2014.

 

“100 anni di Livio Felluga” Degustazione verticale guidata da Gian Luca Mazzella e Elda Felluga, dei vini Terre Alte (2011, 2008, 2001) e Sosso (2004, 1998, 1993).

Nel 2009, li è stata conferito il più alto riconoscimento accademico: la laurea specialistica Honoris Causa in Vitivinicoltura, enologia e mercati vitivinicoli da parte della Facoltà di Agraria dell’università di Udine. Nel discorso di laudatio il professore Zironi ha signalato i contributi di Livio Felluga al panorama vitivinicolo regionale ed i momento chiave della sua biografia.

Livio Felluga nasce nel 1914 a Isola d’Istria, da famiglia di viticoltori, e come piace a lui ricordare “il vino che da cinque generazioni ci dà il pane.” Trasferito da giovanne in Friuli per vendere vino, conosce il territorio e se ne innamora. La clientela chiede vini di collina, commincia a cercare i prodotti di migliore qualità, imparando il concetto di terroir. Come tante storie, la sua vita viene colpita dalla guerra dal 1940, otto anni tra guerra e prigionia, in Africa e Scozia.

Di ritorno in Friuli, commincia ad acquistare terreni dove construisce la cantina. Poi sulla collina di Rosazzo, terreni pregiati sin dal tempo dei monaci benedittini. Nel 1956 compra da un amico antiquario una antica carta geografica del Friuli e decide che sarà l’etichetta del suo vino, diventando un simbolo del suo legame con la terra che ama e che ha fatto conoscere a livello internazionale.

Prima della nascita delle DOC, comunicava il vitigno ed la provenienza dei suoi vini, pionero anche a fare vini da uvaggio per exprimere l’eccellenza del terroir e l’affinamento in legno per una maggiore complessità aromatica ed una maggiore longevità. L’innovazione per aumentare gli standard qualitativi ma rispettando la tradizione.

Nel dopoguerra quando tutti abandonavano le colline, lui ha dimostrato la validità economica dell’azienda di famiglia, è non solo il modelo cooperativo, ed ha capito subito il bisogno di puntare su elevati livelli qualitativi.

“Cosa ho fatto di importante?” Già, e solo, e basterebbe, questi quattro figli, che si vogliono bene. I figli Maurizio, Elda, Andrea e Filippo, con cui continua la storia.

http://www.liviofelluga.it/

Livio Felluga è una persona semplice e saggia, dicono che non ama darsi protagonismo con delle interviste. Bellissima l’intervista di Elena Commessatti a Livio Felluga tratta dal libro “50 anni di carta geografica. Storia di un viaggio intorno”

Tra le sue belle riflessione della vita, prendiamo:

“Considero amici tutti quelli che coltivano la terra.”

“Ho imparato che l’umanità è ancora infantile.”

“Voler ben a se stessi per voler bene agli altri. Ma quando mi ‘viene in mente’ una ‘brutta’ cosa, le dico, vai lontano. Quando ‘ne arriva una bella’, sorrido. E sto bene. È essere un po’ furbi.”